Vita di Pi
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Il padre di Pi, un indiano proprietario di uno zoo, decide di trasferire famiglia e attività in Canada. Durante il viaggio al largo nell’oceano Pacifico la nave affonda e Pi si ritrova unico sopravvissuto su una scialuppa di salvataggio in compagnia di qualche animale e, soprattutto, di una tigre del Bengala, poco mansueta e molto arrabbiata. Pi dovrà escogitare un modo per sopravvivere e raggiungere la terra.
“Non pago di essersi cimentato con quasi ogni genere conosciuto (commedia, dramma, wuxia, melò, supereroi) e di essersi aggiudicato un numero di premi quasi pari al numero di film girati, Ang accetta una nuova sfida, adattando il best-seller di Yann Martel, così arduo da immaginare nella trasposizione cinematografica. Missione che il regista compie ricorrendo a un sapiente mix di background personale (molte delle scene in cui la natura primeggia si basano su esterni reali della natia Taiwan) e stato dell’arte della tecnologia, coniugando realtà e computer graphics in un abbacinante viaggio in una realtà inesplorata che si presenta come un terrificante mondo incantato. Tra megattere luminescenti, zoo ricolmi di animali che paiono “caratteri umani”, riflessi e giochi di specchi tra mare e cielo scorre un apologo contemporaneo, contaminato (ma non troppo) da un’interpretazione di stampo americano del sentimento e della spettacolarizzazione.

Pi (greco) come la razionalità della scienza, ma anche come simbolo di trascendenza: un ragazzo, Pi Patel, che incarna la sintesi del sincretismo religioso e della curiosità intellettuale di chi non si accontenta della morale comune o di qualcuno che indichi cosa sia giusto e cosa sbagliato (anche se si tratta del padre), in cui convogliare il razionalismo empirista di chi non ha paura di mettere in discussione i dogmi e la (apparentemente contraddittoria) predisposizione alla fede, sotto forma di dialogo univoco con Dio, in cerca di risposte destinate ad arrivare percorrendo sentieri oscuri. In compagnia di Richard Parker, una tigre del Bengala, il cui occhio cela più di un segreto sul destino che unirà uomo e felino nella più surreale delle simbiosi. Metafora dell’esistente o apologo esemplare di come lo storytelling possa aiutare a spiegare anche verità impossibili da accettare e da razionalizzare, Vita di Pi ha tutto quel che si esige da un romanzo popolare, tenero e crudele, nell’era dello scetticismo cosmico”. (Emanuele Sacchi – mymovies.it)

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