L’ATALANTE
Regia di Jean Vigo
Genere: Drammatico
Durata: 89 minuti
Anno: 1934
Con Michel Simon, Dita Parlo, Jean Dasté, Gilles Margaritis, Louis Lefebvre, Maurice Gilles
Nazionalità: Francia
Trama:

I quattro film di Vigo vengono presentati per la prima volta nei nuovi restauri curati nel 2017.

C’è un’immagine del cinema di Jean Vigo (1905-1934) entrata nella memoria condivisa dei nostri anni. Un giovane uomo si tuffa da un barcone nella Senna e nuota sott’acqua, a occhi spalancati, come se nell’acqua cercasse il suo amore. Il film è L’Atalante e l’immagine ci introduce a Fuori orario, palinsesto televisivo di visioni cinefile e notturne.

L’ATALANTE (1934, 89′), ultimo film e unico lungometraggio, due giovani sposi e il loro con­trastato desiderio mentre una chiatta scivola sul fiume, film immortale sull’amour fou o sulla “liquida impossibilità dell’amore”(Enrico Ghezzi), uscito postumo, più volte manipolato, restituito da questo restauro alla sua purezza originaria.

Film molto importante, significativo di una certa epoca. Non si può prescindere dalla vicenda personale del regista Vigo, morto ventinovenne di tubercolosi, prima di finire il film.
Nei pochi anni che gli sono stati concessi, Jean Vigo ha tracciato nel cinema il percorso d’una stella che non si sarebbe mai spenta. Diceva di lui François Truffaut: Vigo è “un realista e un esteta”. Certamente lo è, e quel che possiamo aggiungere oggi è che lo è stato sottraendosi alle trappole dell’una e dell’altra maniera. Il viaggio sulla chiatta dell’Atalante , con il suo sguardo febbrile e le sue amorose visioni, l’infanzia sovversiva nel collegio di Zero in condotta , la città di Nizza esposta a uno sguardo che sotto il turbinare della festa scopre “il lavoro della carne e della morte”, ci parlano ancora con il linguaggio d’una concreta poesia. Ci parlano ancora, e sanno sollecitare l’ascolto contemporaneo, anche per il modo con cui si pongono con naturalezza dalla parte dei più deboli, che siano bambini vessati (ma capaci di insurrezione e di vendetta) o innamorati che si smarriscono (ma l’amour infine vince su tutto). Racchiusa in soli quattro titoli, L’opera di Vigo vive di una tensione primaverile, ‘avanguardia veggente’, cinema poetico, che anticipa le libertà linguistiche e figurative delle nouvelle vague mondiali. Non a caso è un autore perennemente citato, Bertolucci, Carax, Garrel, Akerman, Kusturica, Gondry… Autore maledetto e censurato per eccellenza, sopravvissuto grazie al lavoro delle cineteche, restaurato più volte, torna finalmente in sala grazie a un colossale lavoro di restauro, diretto scientificamente da Bernard Eisenschitz e voluto, meritoriamente, dalla Gaumont.

PROGRAMMAZIONE
  • Il cinema Ritrovato
    EDIZIONE RESTAURATA IN 4K
    Sabato 24 marzo ore 17.00
    Ingresso unico 5€
    Introduce il critico Filippo La Porta e Fabrizio Leone
    in collaborazione con Blow Up
DOVE